
Kan Yasuda, Deep Impact Gate, Northern Horse Park, 2023 | Courtesy © Kan Yasuda
Dieci sculture come isole, disseminate in un paesaggio di luce e silenzio. Alla Wilmotte Foundation, dal 9 maggio al 22 novembre, Kan Yasuda presenta Isole del silenzio, Evento Collaterale della Biennale Arte 2026 curato da Jean-Michel Wilmotte. Al centro della mostra è il marmo, materia che lo scultore giapponese, da molti anni attivo anche a Pietrasanta, trasforma attraverso forme ovali e circolari, aperture e cavità. La pietra conserva il proprio peso ma sembra perdere rigidità, mentre la luce radente ne modifica continuamente la percezione. Le dieci opere sono disposte nella penombra come elementi di un giardino minerale, separate da intervalli che diventano parte integrante dell'installazione. È qui che emerge il riferimento al Ma, concetto giapponese che indica l'intervallo, la distanza, lo spazio tra le cose. Nelle opere di Yasuda il vuoto non è assenza ma un elemento attivo della scultura, capace di mettere in relazione pieno e vuoto, durezza e morbidezza, forma e non-forma. Il percorso, introdotto dal video Beyond Form dedicato alla lavorazione del marmo, costruisce così un ambiente essenziale nel quale materia, luce e spazio hanno lo stesso peso. In una Biennale inevitabilmente attraversata da immagini e sollecitazioni continue, Yasuda sceglie invece la sottrazione e affida al silenzio il compito di dare forma allo spazio.