Sotto lo stesso sole

Sebastiano Zafonte, Die With Your Boots On, 2025, Schiuma poliuretanica, rivestimento verniciato | Sebastiano Zafonte / A plus A Gallery


Quanto siamo ancora parte della natura e quanto abbiamo imparato a considerarla qualcosa di esterno a noi? È la domanda che attraversa We all Needed the Same Sun, mostra collettiva presentata dalla School for Curatorial Studies Venice alla A plus A Gallery di Venezia, aperta dal 29 agosto al 30 settembre 2026. Il progetto, nato dal lavoro di 13 giovani curatori internazionali, riunisce dieci artisti: Jonathas de Andrade, Clelia Cadamuro, Simone Carraro, Paola Cenati, Daria Dmytrenko, Ketty Gobbo, Glenda León, Anna Marzuttini, Matilde Sambo e Sebastiano Zafonte. Disegni, sculture, fotografie, video e installazioni occupano i due piani della galleria costruendo un percorso nel quale i confini tra esseri umani, animali e ambiente diventano progressivamente meno definiti. Le creature zoomorfe di Matilde Sambo dialogano con i paesaggi in trasformazione di Simone Carraro e le figure ibride di Daria Dmytrenko, mentre Jonathas de Andrade mette in scena l’incontro tra un pescatore e un pesce. Altrove, i funghi in ceramica di Anna Marzuttini sembrano colonizzare silenziosamente lo spazio espositivo e Sebastiano Zafonte costruisce un nido artificiale con mozziconi di sigarette. Più che raccontare semplicemente la crisi ambientale, la mostra prova così a rovesciare il punto di vista: l’uomo non come osservatore esterno, ma come una delle molte presenze che abitano lo stesso ecosistema. Da qui il riferimento all’“inter-essere”, concetto formulato da Thích Nhất Hạnh per indicare la reciproca dipendenza tra tutte le forme di vita. Il titolo diventa allora una constatazione elementare: per quanto diversi, continuiamo tutti ad avere bisogno dello stesso sole.



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