
Maria Cristina Crespo, Vaso di Isadora Duncan | Courtesy Maria Cristina Crespo
Una camera delle meraviglie dove Dante incontra Pasolini, il culto di Mitra convive con Le Mille e una notte e il Mediterraneo dialoga con l’India, il Messico e i deserti asiatici. È l’universo di Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo, Evento Collaterale della Biennale Arte 2026, in programma dal 9 maggio al 22 novembre a Riva San Biasio, a cura di Giusy Caroppo. Concepita come una Wunderkammer contemporanea, la mostra riunisce opere polimateriche che attraversano letteratura, arte, mito, religione e filosofia. Vasi antropomorfi, piccoli palcoscenici, fondali pittorici, figure bizzarre e abiti realizzati con stoffe riciclate compongono una sorta di storia del mondo in miniatura, nella quale riferimenti colti e cultura popolare convivono senza gerarchie. È un accumulo che non cerca però di mettere ordine. Al contrario, Crespo lavora sulle contaminazioni, sulle sopravvivenze e sulle contraddizioni della cultura occidentale, opponendo alla cancellazione e alla semplificazione la possibilità del confronto. La memoria diventa così una materia da interrogare e ricombinare, più che un patrimonio immobile da conservare. Venezia è lo scenario naturale di questo cabinet senza confini. Città costruita per secoli sull’incontro tra Oriente e Occidente, diventa essa stessa parte di una mostra che guarda alla cultura come a una stratificazione continua: un archivio nel quale il passato non smette di trasformarsi.