Keita Miyazaki, l’acqua prende forma

Opera di Keita Miyazaki I Courtesy Keita Miyazaki / Gallery Rosenfeld


L’acqua come origine, ma soprattutto come forza capace di trasformare la materia. È il punto di partenza di From Water To Form, la personale di Keita Miyazaki ospitata dal 9 maggio al 13 settembre al Museo d’Arte Orientale di Venezia, a Ca’ Pesaro, in concomitanza con la 61ª Biennale. La mostra è curata da Pier Paolo Scelsi, Ilaria Cera e Riccardo Freddo. Dopo il progetto realizzato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, l’artista giapponese porta a Venezia una ricerca nella quale l’acqua diventa elemento simbolico e agente di trasformazione: erode e rigenera, dissolve e genera nuove forme. Il contesto veneziano amplifica questa riflessione, mettendo in relazione una città costruita sull’acqua con un elemento profondamente radicato anche nella cultura giapponese. Le opere di Miyazaki entrano inoltre in dialogo con la collezione permanente del Museo d’Arte Orientale, una delle più importanti raccolte europee di arte giapponese del periodo Edo. Al centro emerge il tema dell’artigianalità, intesa non soltanto come tecnica ma come pratica nella quale gesto, tempo e materia partecipano alla costruzione della forma. Il progetto prosegue alla Giudecca, negli spazi di CREA - Cantieri del Contemporaneo, con una scultura modulare site-specific ripensata dall’artista per Venezia. Un secondo intervento che sposta il confronto tra tradizione e contemporaneità dal museo a un luogo ancora legato al fare, al costruire e al trasformare.



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