
Judy Chicago, Multicolor Rearrangeable Game Board, 1965-1966, Acrilico su tavola, 45.72 × 45.72 cm | © Chicago Woodman LLC, Judy Chicago/Artist Rights Society (ARS), New York | Foto: © Chicago Woodman LLC | Donald Woodman/Artists Rights Society
A quasi sessant'anni dalle prime sperimentazioni che hanno cambiato il linguaggio dell'arte contemporanea, Judy Chicago continua ad interrogare il rapporto tra tecnica, materia e rappresentazione. La mostra The Materiality of Judy Chicago, ospitata dalla Galleria Alberta Pane in concomitanza con la Biennale Arte 2026, sceglie proprio i materiali come filo conduttore per rileggere una carriera che ha attraversato minimalismo, arte concettuale e femminismo senza mai accettare gerarchie tra le discipline. Il percorso riunisce opere storiche e lavori recenti, mostrando come spray paint, porcellana, ricamo, vetro e bronzo siano diventati nel tempo strumenti di una stessa riflessione artistica. Tecniche per lungo tempo considerate "arti minori" vengono sottratte a questa classificazione e riportate al centro del dibattito sull'arte contemporanea, in una ricerca che ha contribuito a ridefinire il ruolo delle pratiche tradizionalmente associate al lavoro femminile. Accanto ad opere iconiche, la mostra presenta anche una nuova serie di sculture in vetro e bronzo sviluppata in collaborazione con Studio Berengo, confermando il dialogo tra Judy Chicago e la tradizione veneziana del vetro. Più che una retrospettiva, l'esposizione restituisce il ritratto di un'artista che continua a sperimentare, dimostrando come la materia possa essere ancora oggi uno spazio di libertà e di invenzione.