Natura Morta, Natura Viva: Giulio Malinverni dipinge sulla pietra a Ca’ Pesaro

Sara Bonaventura, Thermal Alchemy | Courtesy Sara Bonaventura


Tra il Cinquecento e il Seicento, dipingere su supporti lapidei era una pratica diffusa e ammirata: le venature del marmo offrivano sfondi naturali già carichi di significato, suggerendo paesaggi, figure, composizioni. Giulio Malinverni (Vercelli, 1994), artista formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, riprende questa tradizione con uno sguardo contemporaneo e un approccio rigoroso, frutto di anni di ricerca sul rapporto tra pittura e materia. Nel progetto Natura Morta, Natura Viva, la pietra non è un semplice supporto ma il principio generativo dell'immagine: sono le venature naturali del marmo a suggerire forme, soggetti e composizioni. L'intervento pittorico di Malinverni è ridotto all'essenziale - basta poco per trasformare la superficie minerale in un fiore, nelle piume di un uccello, nel manto di un animale - come se la pittura non aggiungesse ma rivelasse ciò che era già lì, in attesa. Ne risulta una tensione costante tra natura morta e natura viva, tra immobilità minerale e vitalità biologica, che rende le gerarchie tra i regni della materia sempre più ambigue e infine indistinguibili. Ogni opera è un invito silenzioso a riconsiderare il rapporto con ciò che ci circonda, a scoprire vita latente anche dove sembra regnare l'inerte.



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