In Minor Keys: la Biennale di Venezia 2026 rende omaggio a Koyo Kouoh

Il manifesto ufficiale della Biennale Arte 2026 di Venezia | Courtesy © La Biennale di Venezia


La 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia porta il titolo In Minor Keys, scelto dalla curatrice Koyo Kouoh e comunicato alla Biennale nell'aprile 2025, poche settimane prima della sua scomparsa. La Biennale ha deciso di realizzare la mostra rispettando integralmente il progetto originario, con il contributo del team curatoriale da lei selezionato: Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi. Sono 111 i partecipanti - artisti, duo, collettivi e organizzazioni - scelti privilegiando risonanze e affinità tra pratiche geograficamente lontane. Il nucleo concettuale della mostra si articola attorno a motivi nati da opere capaci di toccare insieme anima e intelletto: "Are" (shrine), la processione, la meraviglia contrapposta al cinismo, le oasi di riposo spirituale e le "Scuole" come ecosistemi di apprendimento collettivo. Ispirata a riferimenti letterari come Beloved di Toni Morrison e Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, la mostra intreccia mondi e soglie temporali in un percorso che attraversa il Padiglione Centrale, l'Arsenale e le sedi sparse della città. Il programma di performance, che include una processione di poeti nei Giardini in omaggio al Poetry Caravan di Kouoh del 1999, pone il corpo al centro come luogo di conoscenza e resistenza.



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